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sur le développement des zones arides et semi-arides

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Università degli studi di Milano (2014)

ENVIRONMENTAL SECURITY AND SEASONAL VARIABILITY:REMOTE SENSING AND MODELING APPLICATION FOR THE MONITORING OF SAHELIAN NATURAL RESOURCES

NUTINI, FRANCESCO

Titre : ENVIRONMENTAL SECURITY AND SEASONAL VARIABILITY:REMOTE SENSING AND MODELING APPLICATION FOR THE MONITORING OF SAHELIAN NATURAL RESOURCES

Auteur : NUTINI, FRANCESCO

Université de soutenance : Università degli studi di Milano

Grade : Tesi di Dottorato (2014)

Présentation
Il lavoro sviluppato in questa Tesi si è incentrato sullo studio dei sistemi pascolivi delle regioni del Sahel, Africa Occidentale, tramite tecniche e strumenti del telerilevamento satellitare. L’area oggetto di studio è una fascia di savana semi-arida, rappresentate la zona di transizione tra il Sahara a nord e le foreste del golfo di Guinea a sud. La regione è caratterizzata da ana marcata stagionalità, con una breve stagione umida (da Giugno ad Ottobre) in cui concentra gran parte delle produzione di biomassa vegetale e di conseguenza la produzione di derrate alimentari, seguita da una lunga stagione secca (Novembre-Maggio). A seconda della distanza dal Sahara le precipitazioni medie annuali vanno dai 150 mm annui ai 500, con elevata variabilità tra le annate. In questo sistema così mutevole la pastorizia transumante è l’attività antropica che meglio si adattata alle dinamiche stagionali. Difatti le uniche fonti di cibo sono date dalla pastorizia e, ove possibile, da agricoltura di sussistenza di specie molto rustiche come il Miglio (Pennisetum glaucum). Nonostante questi adattamenti la regione ha subito una serie di crisi umanitarie a partire dagli anni 70’ del secolo scorso, causate da un brusco calo delle precipitazioni annuali. Il fenomeno climatico è risultato essere dovuto ad anomalie di temperature dell’oceano Atlantico, similmente al fenomeno de El Niño. Nonostante le piogge siano in lenta ripresa dall’inizio degli anni 90’, ricorrenti crisi umanitarie continuano ad interessare l’area (l’ultima nel 2010), motivo per cui le strategie da adottare per incrementare la sicurezza alimentare dell’area rimangono questioni dibattute. In particolare, essendo il Sahel un’area marginale a ridosso di una zona iper-arida, non vi sono gli estremi per attuare due comuni strategie di food security, l’incremento delle aree coltivate e l’intensificazione delle produzioni. In questo contesto, in cui strategie top-down sono inefficaci o dannose, è il monitoraggio del territorio che riveste un ruolo cruciale. In particolare in un’area semi-naturale vasta come quella Saheliana, gli strumenti del telerilevamento satellitare sono strategici grazie alla loro capacità di fornire dati spazializzati ed ad elevata risoluzione temporale. Scopo del lavoro è stato quello di contribuire a due aspetti del monitoraggio delle risorse naturali : lo studio di serie storiche di dati satellitari per individuare zone sottoposte a cronico degrado e studiare parametri correlati allo sviluppo della biomassa vegetale ad al suo stato idrico. Mentre il primo lavoro vuole dare informazioni utili alla pianificazione della gestione delle risorse naturali, il secondo vuole fornire informazioni in grado di fotografare in tempo reale l’andamento della stagione corrente

Mots clés : Satellite remote sensing ; Rangeland monitoring ; Environmental anomalies

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Page publiée le 6 juillet 2014, mise à jour le 16 mars 2019