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sur le développement des zones arides et semi-arides

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Università degli Studi di Cagliari (2012)

Studio della Flora Briofitica dei pauli della Sardegna

Zoccheddu, Monica

Titre : Studio della Flora Briofitica dei pauli della Sardegna

Auteur : Zoccheddu, Monica

Université de soutenance : Università degli Studi di Cagliari

Grade : Dottorato di Ricerca Botanica Ambientale ed Applicata 2012

Résumé
Gli ecosistemi umidi temporanei in Europa, con alternanza ciclica di fasi di inondazione, sono indicati come habitat prioritari nella ″Direttiva Europea del 21 Maggio 1992 sulla conservazione degli habitat naturali, della flora e della fauna selvatica″ più comunemente conosciuta come Direttiva Habitat 92/43/CEE "[Stagni temporanei mediterranei (3170*)]″. La diversità di questi habitat è legata alla originalità e rarità delle comunità animali e vegetali che li popolano e alla loro autoecologia. Gli stagni temporanei sono habitat di acque dolci, di modesta profondità, visibili solamente in inverno e tarda primavera per lo più compresi in depressioni basaltiche, alimentati esclusivamente dalle piogge. L’alternanza di fasi umide e secche crea un ambiente con biodiversità unica per questi ecosistemi che rappresentano habitat potenzialmente idonei per l’insediamento delle Briofite che svolgono un ruolo ecologico nella protezione del suolo dall’eccessivo disseccamento e dall’erosione. Con la presente indagine si è voluto monitorare la distribuzione spaziale e la dinamica temporale di colonizzazione delle Briofite, determinata da particolari condizioni ecologiche, in diverse condizioni di inondazione. Le ricerche sono state effettuate su 34 stagni situati in 9 siti della Sardegna di cui 4 di importanza comunitaria (SIC). L’attività di campo è iniziata nel 2008 ed è stata portata a termine nel 2011. Nel corso della presente indagine sono stati eseguiti 2613 rilevamenti, e il censimento ammonta a 141 entità di cui 120 Bryophyta e 20 Marchantiophyta e 1 Anthocerotophyta. I siti sono stati visitati stagionalmente per tenere conto della strategia biologica delle specie e perché in questi habitat, nel suolo che emerge durante la fase di disseccamento, si è osservata una elevata diversità ed abbondanza di Briofite. I campionamenti sono stati eseguiti su vari substrati : suolo, roccia e dove presente copertura arborea su corteccia alla base del tronco al fine di redigere un repertorio rappresentativo della flora Briofitica dei siti indagati. I campionamenti sono stati eseguiti secondo zonazioni a piccola scala(distinte in cintura esterna, intermedia ed interna) e lungo transetti lineari a partire dagli argini verso il centro del bacino (Bagella et al. 2009). Le analisi sono state tutte condotte a livello di siti (nove) ; per l’analisi della ricchezza floristica sono stati utilizzati metodi di statistica univariata classica (analisi della varianza ad una via, ANOVA) per verificare le differenze significative tra gli stagni temporanei rilevati in tutto il territorio regionale ; per analizzare il variare della ricchezza delle Briofite negli stagni temporanei indagati in relazione ai fattori ambientali come l’altitudine, la geologia, la dimensione e la profondità degli stagni, la copertura vegetale. Per l’analisi delle differenze tra gli stagni temporanei rilevati in tutto il territorio regionale in termini di composizione floristica e per verificare la relazione con altri fattori (dimensione pauli e copertura vegetale) è stata applicata l’analisi per le specie indicatrici (Dufrêne & Legendre, 1997). Per l’analisi della ricchezza floristica in relazione alla variabilità stagionale della disponibilità d’acqua sono state applicate analisi di statistica univariata (ANOVA) e l’analisi per le specie indicatrici (Dufrêne & Legendre, 1997). La componente Briofitica degli stagni temporanei indagati appare complessivamente condizionata da relativamente pochi fattori rispetto a quelli analizzati, inoltre la presenza del pascolo rilevata in otto siti su nove, anziché ridurre la copertura della Brioflora, apporta un contributo positivo alla ricchezza e diversità dei pauli. In particolare le orme lasciate dal calpestio del bestiame favoriscono la sopravvivenza di quelle specie che all’arrivo della fase secca, trovano in queste nicchie dei microhabitat favorevolmente umidi. I siti indagati ospitano una Brioflora significativa e non dissimile da quella riscontrata da altri autori nell’ambito Mediterraneo dell’habitat. (Casas et al., 1998 ; Hugonnot 2002 ; Grillas et al., 2004 ; Pericàs 2009 ; Aleffi et al.,2010).

Présentation

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Page publiée le 7 mai 2020